LA FORZA DELLA COMUNICAZIONE…Buona Estate 2016!

4 Ago

 

IMG_4263Tutto ciò che si impara nel corso della propria esperienza, lavorativa/formativa, è di straordinaria utilità, ma non basta.

Le sfide sono sempre nuove…come afferma J.W. Goethe “Non basta sapere, bisogna anche applicare.   Non basta volere, bisogna anche fare.”

Il Comunicatore ha l’obbligo di fare!

“Il buon Comunicatore è responsabile al 100% dei risultati che ottiene, o che non ottiene”.

Saper comunicare per attirare potenziali clienti, è essenziale per consentire al consumatore di verificare realmente, la qualità del prodotto e/o servizio proposto.

Il Consulente di Marketing & Comunicazione ha l’obbligo di stimolare l’imprenditore e/o titolare di attività commerciale, a  fare quel salto di qualità che finora non ha fatto.

Viviamo tempi moderni, la Crisi Non Esiste.

Viviamo, semplicemente un mutamento strutturale globale,  dove si neccessita di restare competitivi, adeguandosi velocemente,  ai ritmi di questo terzo millennio.

La forza della Comunicazione, risiede nel fatto di applicare nuove strategie commerciali e nuove tecniche di vendita, a nuovi  scenari e contesti GloCali.

Più di un commercialista, di un avvocato o di un ingegnere, il Consulente Marketing & Comunicazione è oggi la figura centrale per un impresa, attività o organizzazione.

Una buona strategia comunicativa accompagna il consumatore finale verso la scelta operata nella misura in cui le aspettative dell’acquirente sono soddisfatte dal bene o dal servizio acquisito.

Il grado di soddisfazione del cliente determina così:

  • la ripetizione dell’acquisto;
  • l’espressione di un giudizio favorevole nei confronti
    dell’impresa o attività commerciale;
  • l’acquisizione di un giudizio favorevole nei confronti
    del’impresa o attività commerciale.

Programmare  Piani di Marketing e Piani di Comunicazione a breve, medio e lungo periodo è INDISPENSABILE  per implementare profitti e visibilità, evitando di perdere tempo e denaro.

Concretizzare tutto questo, significa affidarsi e Fidarsi di esperti qualificati in marketing & comunicazione.

Tutti possono comunicare, ma non tutti sono Comunicatori!

PENSACI…

a Settembre Ti aspetto nel mio studio per saperne di più!

BUONA ESTATE 2016!

Riziero Di Pietro

 

Info Preventivi

Piani di marketing e Piani di comunicazione

a breve, medio e lungo termine:

STUDIO START COMUNICAZIONI
Dr.Mag. Riziero Di Pietro
Campobasso, Corso Bucci 27 (a pochi metri dal Municipio)

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FACEBOOK…”BENE COMUNE”

4 Lug

Ti capita di annoiarti?
Sei rimasta delusa o deluso, da un amico o amica di vecchia data che reputavi persona vispa e intelligente?
Ti accorgi dai suoi post, foto o link che condivide, di esserti imbattituto/a in un/una imbecille?

Bene, non hai scampo!! 🙂

L’algoritmo di facebook decide al posto Tuo.

O meglio, decide ciò che deve apparire nel flusso delle Tue notizie e nel flusso (la home) delle notizie di ogni Tuo utente.
EdgeRank, l’algoritmo di facebook, stabilisce quale delle connessioni sia la più importante per Te, e quindi, quale far apparire sulla tua home frequentemente.
Altresì decide, anche, quali tipi di contenuto dovrebbero apparire, sempre sulla tua home, sopra a tutti gli altri.
Comprendere come funziona EdgeRank è fondamentale. Soprattutto per TUTTI COLORO che cercano di commercializzare e vendere un proprio prodotto o servizio sul social network Facebook.
Sei interessato a questo aspetto e vuoi saperne di più?
Contattami privatamente. Non preoccuparti! Il mio studio professionale è il posto giusto per raggiungere i TUOI obiettivi…a misura di budget e con ottimi ritorni dell’ investimento.
Adesso, invece, voglio parlare, scrivere e forse consigliare, due step essenziali per evitare di farti guidare da EdgeRank. Anzi per “sfruttare” al meglio alcune delle Sue potenzialità.
Per quale motivo?
Semplice, per condividere costruttivamente le tante informazioni pescate a caso nel Social, e per stimolare la propria mente ed i propri occhi, a visualizzare pagine o post di perfetti sconosciuti, amici o utenti degni di interesse, oltrechè stimolatori di pensiero.
Ricorda: Noi siamo il nostro cervello [1] .L’interazione io-mondo è codificata e decodificata dal nostro cervello, che dà la visione di realtà.
L’affermare, il condividere, il riconoscere…sono azioni e risultati di una valutazione che la mente umana costruisce.
Oggi, è di massima importanza comprendere i meccanismi che mettono in moto i processi vitali: dal mangiare al socializzare. Soprattutto se consideriamo che, l’innovazione dei nuovi media, ha ormai assunto una notevole credibilità sul pensiero e, quindi, sulle azioni di ogni individuo.
Sulla Tua home scorrono una serie di informazioni, a volte ripetute a volte no. E’ una micro visione della realtà che ti circonda: da “Roma a Bangkok”. Informazioni registrate a più riprese che ri-affiorano alla mente per la frazione di un nanosecondo.
Praticamente Sei una spugna, il Tuo cervello assorbe, Hic et Nunc, le ragioni e le emozioni.
Studiare il modo in cui la Tua mente agisce agli stimoli quotidiani, soprattutto agli input ricevuti nel network facebook è importante, sotto tanti punti di vista, ma soprattuto sotto il profilo sociale.
Il capitale sociale può essere una risorsa stategica in Rete. Il capitale sociale, a livello micro, rinvia all’insieme di risorse sociali che derivano al singolo individuo dal fatto di essere inserito in reti di relazioni, amicali, di lavoro, di conoscenze, on line e off line, che egli può sfruttare per il perseguimento di propri fini (trovare lavoro, ad esempio, ricevere aiuto in determinate situazioni di bisogno) ma anche e soprattutto per avere informazioni essenziali [2].
Imparare a gestire alcune funzioni dell’algoritmo EdgeRank, non sarà risolutivo per arginare l’enorme flusso a cascata delle tante informazioni che visualizzi, vere o false che siano.
Potrà servirTi, però, per selezionare a Tuo Gusto e Piacimento, i preferiti tra i tuoi contatti, alle soglie di una nuova svolta epocale: la Community Glocale, intendendo, con questa definizione la capacità ad entrare nei meccanismi della vita per implementare la vita [3] .
Si può comprendere allora, come sia risolutiva la possibilità di creare delle liste cossiddette intelligenti in facebook. Dove (vedi immagine) hai la “massima” libertà di inserire i tuoi contatti in ogni nuova lista da creare, secondo criteri tuoi, personali e riservati.

FBK 1

L’esito di qualche minuto speso a riorganizzare la tua lista contatti, sarà la possibilità di decidere, ogni volta che lo riterrai opportuno, cosa leggere e dove curiosare, o cosa far leggere o far curiosare ai tuoi amici, conoscenti e/o semplici utenti.
L’insieme delle tue interazioni stimolo-risposta, gioco forza, daranno a TUTTI un quadro quasi completo, di una parte della tua personalità, che a seconda dei benefici ricevuti, sarà in grado, sempre secondo logiche di stimolo-risposta, di accrescere o decrescere, stimoli di pensiero in positivo o in negativo.
L’esempio, nella sua semplicità, vuol far comprendere la reazione dell’inconscio strutturato come linguaggio, che soprattutto in facebook assume più una funzione evocativa che informativa [4] .
E’ questo, a mio avviso, il Vero nodo storico da sciogliere, in Italia soprattutto.
Un nodo storico che muta lo stato dell’io dal reale al virtuale, a tal punto da plasmarlo definitivamente.
Tale mutamento a mio avviso, sarà in un prossimo futuro, il risultato di una comunicazione esclusivamente attenta a creare consenso secondo necessità.
Un abbraccio virale e glocale, dove l’io, assolutamente, dovrà imparare a prendersi cura di se stesso per edificare velocemente, una “nuova” etica della vita.
Pensa a quante potrebbero essere le ricadute positive, sulle relazioni in Rete tra genitori/figli, alunni/docenti, stato/cittadini, banche/clienti, mercato/consumatori, poveri/ricchi, giovani/anziani, cristiani/mussulmani, SE ad esempio Tu decidessi di dare una preferenza ai tuoi contatti in ordine di visualizzazione (vedi immagine).

FBK 2
Certo il newsfeed di Facebook rimarrà sempre un “Killer App” nell’insieme delle notizie disponibili in Facebook. Il newsfeed determinerà a suo piacimento l’ordine in cui appariranno.
Stai pur certo però, che sei spunterai, tra i tuoi contatti il “mostra per primi”, avrai certamente scelto da solo/a, con chi interagire principalmente, con chi condividere conoscenze, accattivanti post e informazioni, curiosità e ricette di vita.
Dipenderà da Te, e solo da Te con chi avrai deciso di condividere le tue affinità on line e off line che nel giro di qualche decennio, muteranno radicalmente la Rete sociale.
E’ necessario costruire in Rete una visione congiunta del futuro, proprio, e del territorio specifico in cui ognuno di noi vive.
E’ necessario cambiare il modo di comunicare, condividendo conoscenze distese verso un “Bene Comune”: il Territorio [5].

Riziero Di Pietro
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Dr.Mag.Riziero Di Pietro
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Note e Riferimenti:
[1] Swaab Dick, Noi siamo il nostro cervello. Come pensiamo, soffriamo e amiamo, Elliot, collana Antidoti, 2001, p.455.

[2] In Golino A.,Promozione e Valorizzazione del bene territoriale, in Glocale, Rivista molisana di storia e scienze sociali, n.9-10, Beni Comuni, 2016, pp.207-224.

[3] Lewin (1951).

[4] Jacques Lacan, Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi, in La Cosa Freudiana, p. 152.
[5] In Golino A.,Promozione e Valorizzazione del bene territoriale, in Glocale, Rivista molisana di storia e scienze sociali, n.9-10, Beni Comuni, 2016, pp.207-224.

OCCORRE METODO

10 Mag

Abbiamo deciso di raggiungere l’obiettivo? Bene!

Ciò che dobbiamo chiederci è: Come e in che Modo?

Avere una buona strategia significa avere la possibilità di attuare le tecniche e gli strumenti per Comunicare.

Per comprendere il mondo del marketing e della comunicazione, occorre, oltre ad una buona base di studio, un approccio di aggiornamento continuo. Solo in questo modo è possibile “controllare” tutti gli elementi a nostra disposizione per ottimizzare il budget di comunicazione concordato con il cliente.

Sin da subito, occore avere ben chiaro, quali sono le tecniche di comunicazione, meglio performanti, nel territorio in cui ci troviamo.
Dobbiamo monitorare costantemente, i feedback legati alle nostre strategie.

Evitiamo quindi l’improvvisazione, e gestiamo, con metodologia, l’identità del nostro cliente e ciò che intende veicolare.

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INTERNET…ITALIA!

28 Apr

Il 30 Aprile 1986, esattamente trenta anni fa, grazie a Stefano Trumpy, allora direttore del Cnuce, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, creato dal Cnr nel 1965. Luciano Lenzini, allora responsabile dei calcolatori e delle reti, e Antonio Blasco Bonito, l’uomo del software, il nostro Paese viene collegato per la prima volta a Internet.

Più precisamente tra Pisa e Roaring Creek in Pennsylvania grazie ai satelliti di Telespazio in Abruzzo.

L’anniversario dei trentanni, ricorre il 30 aprile 2016, anzi domani 29 aprile 2016, dal mattino fino a mezzanotte. Un giorno di festa, di riflessione sociale, a mio avviso, per tutti quelli che amano Internet e che credono che questa sia la strada giusta per il futuro del nostro Paese.

Non è stato un caso, il collegamento, ma piuttosto il frutto della visione di questi pionieri italiani, che convinsero gli americani Vint Cerf e Bob Kahn a sperimentare l’allaccio a una rete, che allora era davvero di frontiera (approfondimenti su “chefuturo.it” storia di internet).

L’Italia, così, fu il quarto paese europeo a collegarsi alla rete delle reti. Abbiamo avuto Internet prima della Germania, della Francia e della Spagna, per dire…

A trent’anni di distanza tutti e tre, i pionieri, ricordano quel momento con una certezza comune: “Non avevamo capito l’importanza di quello che stavamo facendo, di quanto Internet avrebbe poi cambiato il mondo” (corriere.it, 27/04/2016, F.Cella -Internet arriva in Italia: i pionieri, la storia-)

E’ doveroso oggi celebrare questo anniversario, riflettendo non tanto su dove siamo arrivati, ma in che direzione ci stiamo muovendo. Ricordiamoci che la prima rivoluzione INDUSTRIALE ha interessato prevalentemente il settore tessile e metallurgico, con l’introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore. Che la seconda rivoluzione INDUSTRIALE, convenzionalmente fatta partire dal 1870, ha interessato l’elettricità, i prodotti chimici e il petrolio. Che l’introduzione massiccia dell’elettronica, delle telecomunicazioni e dell’informatica nell’INDUSTRIA, ha dato avvio, a partire dal 1970 a questa terza rivoluzione industriale.

Mi domando, quale sarà, e se ci sarà una quarta rivoluzione INDUSTRIALE?

Badate bene, parlo di rivoluzione industriale non digitale. Mi riferisco al mezzo non allo strumento. In quanto non si tratta di un evento tecnologico che fa discutere il mondo della ricerca, dell’industria, come avvenuto nelle precedenti rivoluzioni. Trattasi di un fenomeno digitale, da tenere bene a mente per il futuro, in quanto sta guidando –non sappiamo se in meglio o in peggio-la trasformazione della società in tutte le sue forme. Il rapporto tra le persone, la comunicazione tra lo Stato e i cittadini, e soprattutto le trasformazioni nel mondo del lavoro. Con l’avvento della digitalizzazione, effetto di questa terza rivoluzione industriale, si stanno verificando importanti mutamenti sociali, economici e politici.

Gran parte degli accessi all’informazione, avviati con la nascita del linguaggio binario, continuano a mutare profondamente il concetto di comunicazione. In che modo l’effetto digitale, questo “strano” strumento, porterà ad una ipotetica Quarta Rivoluzione INDUSTRIALE?

Forse, per la risposta occorre attendere che il World Wide Web dello scienziato Tim Berners-Lee concluda la sua ragnatela attorno al mondo. Nel frattempo Buon Anniversario Internet-Italia!

Riziero Di Pietro

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BIG MAC o BIG DATA?

7 Apr

BIG MAC o BIG DATA?

Ogni impresa o attività deve far quadrare i bilanci.

A fine anno è necessario raggiungere gli obiettivi di budget.

Diviene fondamentale, quindi, orientare l’attività o l’impresa sulla customer orientation. Ovvero l’esperienza vissuta dal cliente stesso, che in molti casi, vede l’azienda o l’attività orientata verso ben altri obiettivi.

Risulta fondamentale,  comprendere, pertanto,  cosa significa in pratica, mettere il cliente al centro.  Conoscere gli strumenti pratici per diffondere un atteggiamento centrato sul cliente, ed essere consapevoli del valore di una visione di medio-lungo periodo per le attività di marketing  nelle imprese o attività.

Occore avere una serie di informazioni chiave, informazioni che nella maggior parte dei casi, solo i dati possono darci.

Dati provenienti potenzialmente da fonti eterogenee, non soltanto  dati strutturati, come i database, ma anche non strutturati, come informazioni prese dai social network.

A fare la differenza però, non saranno MAI  i soli dati, quanto una corretta e adeguata lettura ed interpretazione degli stessi.

E’ il valore dell’interpretazione umana che determina il successo o l’insuccesso di un piano di Marketing e  di Comunicazione.

Il “tocco umano”  resta e resterà sempre indispensabile per la riuscita di un progetto di qualità.

I dati, i BIG DATI ci parlano!

Siamo in grado di ascoltarli?

“Se credi che un Professionista Ti costi molto, è perché non hai idea di quanto Ti costa un Dilettante!”

Nel frattempo gusto un BIG MAC, mentre interpreto un BIG DATA

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DO YOU WANT “LIKE”? No Grazie.

16 Mar

Il PROFESSORE Umberto ECO ha sempre sostenuto che: “Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti” da “Come scrivere una tesi di laurea con il personal computer”.

Sono stato sempre contrario ad acquistare “like” su Facebook per implementare il numero dei fan.Punto.

Di seguito, le dovute spiegazioni, per farla in breve… prese direttamente dall’articolo scritto da Massimo Chieruzzi, CEO di AdEspresso (Tool per la gestione professionale delle campagne Facebook ADS), tradotto in italiano da G. Pellegrino, pubblicato su friendstrategy, 2015.

“Capisco, credimi, capisco perfettamente e anch’io mi sono trovato nella stessa situazione: il cliente o il capo ieri si sono svegliati e hanno scoperto che la pagina Facebook gestita dal tuo competitor ha più like di quanti riesci a recuperarne tu, e ora vuole superare questo numero, con un budget ridotto… e velocemente! Ovviamente, non vuoi fare la figura di quello che è riuscito ad attirare solo poche centinaia di ‘mi piace’, mentre il tuo concorrente ne ha ottenuti migliaia. Così, cedi alla tentazione e, anche se probabilmente sai o senti che è sbagliato, acquisti i like per la tua pagina aziendale e i mi piace per i tuoi contenuti.

Non hai idea in quanti modi acquistare like potrà danneggiarti. Eccone alcuni (ma bada bene, sono solo una parte esigua):
• EdgeRank: Facebook si serve dell’engagement generato dalla tua pagina per capire quanto sono interessanti i tuoi contenuti e quanti fan dovrebbero vederli. Avere migliaia di utenti inattivi ti metterà in cattiva luce agli occhi del social network e i tuoi post raggiungeranno un minor numero di persone a livello organico.
• Credibilità: oggi gli utenti sono particolarmente intelligenti e non si fanno fregare così facilmente da grandi numeri. Cosa penseranno vedendo che la tua pagina ha 1milione di fan ma il tuo ultimo post ha ricevuto soltanto 3 “mi piace”?
• Conoscenza: una delle cose che mi piacciono molto del costruire un buon fan base, su Facebook, è la notevole quantità di informazioni che ne puoi ricavare. Quanti anni ha il tuo potenziale cliente? Dove vive? Quali altri interessi ha? Tutte queste preziose informazioni a cui puoi accedere, verranno meno se deciderai di acquistare una buona parte dei fan.
• Advertising: ho perso il conto delle mail ricevute che lamentavano questo aspetto. Dal momento che la tua pagina è infestata da account fake, ogni volta che vorrai migliorare le prestazioni di un post attraverso Facebook Ads, non farai altro che perdere tantissimi soldi, semplicemente perché le tue inserzioni si rivolgeranno a utenti finti. Non c’è modo di filtrarli!
• Tempo: nel momento in cui ti renderai conto del grosso errore fatto nell’acquistare i like, dovrai impiegare una notevole quantità di tempo per ripulire la tua pagina Facebook”.

…Non sarà affatto piacevole 😉

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STORYTELLING

4 Mar

Venerdi 4 Marzo 2016

STORYTELLING:
Il concetto di storytelling, nasce nel campo della letteratura e della retorica, nell’ambito aziendale, parliamo di storytelling management o, più comunemente, storytelling aziendale.
Lo storytelling è definibile come una vera e propria arte, che implica ricerca, pianificazione e competenze. L’elemento fondamentale dello storytelling è il metodo. Non può quindi essere affidato all’improvvisazione.
Le aziende, le attività, e chiunque sia interessato ad intraprendere una campagna on-line di storytelling deve sapere che esiste un percorso ben preciso, che ha il suo punto di origine, in una seria ed attenta fase di auto-analisi.
Se siete alla ricerca di un modo originale e coinvolgente per fare marketing on-line, lo storytelling può fare al caso vostro. Badate Bene però, è uno dei tanti strumeti a disposizione, non il solo.
E’ importante pianificare prima la strategia di comunicazione da mettere in campo, e solo dopo, decidere se avvalersi anche dello storytelling on line. Il mio consiglio è: valutate attentamente le opportunità offerte dalla tencica dello storytelling, subito dopo valutate i vostri punti di forza e debolezza e soprattutto lo scenario di riferimento.
E’ possibile creare messaggi vincenti anche con altri strumenti ma se ritenete opportuno sfruttare la viralità della Rete , lo storytelling è sorprendenti e, molte volte, ben superiore al budget investito per realizzarlo.
La prima domanda che Ti devi porre è:
Comunico? Comunico Bene?
Se si, puoi passare allo step successivo e domandarti se con lo storytelling riesci a Comunicare un concetto in modo efficace e credibile. Se si CONTATTAMI.
Ci sono alcune regole di base che devi seguire per realizzare uno storytelling di successo.

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